Posts Tagged ‘napolitano’

Il cortocircuito della Costituzione e la “serrata” della Consulta

Friday, October 9th, 2009

[Bozza]

Il “consenso” popolare è una droga bizzarra: quando la assumi ti senti onnipotente. Gli effetti però sono gli stessi degli psichedelici: delirio d’onnipotenza, manie di persecuzione, atteggiamenti ossessivo – compulsivi, comportamenti senza senso.

Ecco in sintesi, quello che accade a Mick Onsent (nome di fantasia). In Italia il mandato del popolo ha meno senso che altrove: lo dimostra l’avvento del fascismo, lo dimostrano gli scandali DC e PSI, lo scrisse già Manzoni 2 secoli fa, pur restando quanto mai attuale.

Per fortuna che c’è la Costituzione. E che esiste ancora qualche giudice illuminato che la interpreta nella sua ratio più intrinseca, non lasciandosi trascinare dalle mode del momento. La Costituzione è frutto, infatti, dell’esperienza maturata dal ventennio fascista. Lo dimostra l’equilibrio tra i poteri, la libertà concessa ai cittadini, il sentimento garantista che la pervade tutta. Il solo pensiero che questa Costituzione possa accettare che un uomo solo, che rappresenta il Governo (esecutivo) e domina la maggioranza in parlamento (legislativo) possa essere al di sopra della legge non è neanche lontanamente da prendere in considerazione.

Mick Onsent (nome di fantasia) ha tentato di mandare in cortocircuito la Costituzione. La scintilla c’è stata, flebile, ma contro di lui. Sono intimamente convinto che si debba dire grazie all’arringa del suo avvocato. I giudici inizialmente erano incerti. Il lodo certo era un’anomalia, ma poteva essere salvato prevedendo alcune modifiche che non liberassero il premier per sempre dai processi, oppure che raddoppiasse i tempi di prescrizione, per contemperare l’azione “serena” di governo con l’obbligatorietà dell’azione penale da parte dei pm. E’ probabile, e sacrosanto, che quando i giudici abbiano ascoltato l’intervento dell’avvocato “la legge è uguale per tutti ma non la sua applicazione” abbiano compreso (giustamente) che l’intento del lodo non era tutelare una figura (il capo del governo) ma quella persona (pluri-indagata, peraltro) specifica. Da qui, l’interpretazione più rigorosa della Costituzione e la “serrata della Consulta”.

Il principio della presunzione di innocenza, ricordiamolo, prevede che il cittadino venga considerato innocente fino a che la sentenza di condanna definitiva non sia passata in giudicato. Questo non significa, tuttavia, che il cittadino non debba essere processato e giudicato. Non sarebbe civile. Non sarebbe, appunto, conforme alla costituzione.

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Un paese che va a rotoli

Monday, August 3rd, 2009

[Bozza]

Colgo l’occasione di un ottimo editoriale di Scalfari (link qui), per abbozzare un post.

E’ da tanto tempo che mi segue su facebook (link qui) o twitter  (link qui) legge le mie invettive contro questo governo (le minuscole sono d’obbligo), contro un disastroso Giulietto (incapace di formulare una politica economica a mediotermine, figuriamoci a lungo: riesce solo ad arrabattarsi nel breve), e contro un ancor più pessimo Silvio, che ha mostrato, nostro malgrado, la frivolezza dei castelli di sabbia costruiti in questo periodo.

C’era un che di polemico, acido e, a tratti, di insofferente. Senza dubbio, tuttavia, c’è stato anche un che di vista lunga, di percezione del presente, di mitsein (link qui, per i neofiti), per dirla in tedesco.

Ed eccoci qui, con un Paese allo sbando, a ridosso delle vacanze estive. Guarda caso, le bombe arrivano a dover essere detonate proprio quando le città si spopolano e l’italietta va in vacanza, preoccupata a partire in fretta e furia, senza pensieri.

Durante la scorsa settimana non ho mai ammirato il Presidente della Repubblica così tanto. Non v’è stato giorno in cui egli non abbia respinto un assalto del Governo alla dignità politica, economica e morale di questa Nazione. Il Presidente si è distinto per aver respinto ogni decreto, ogni proposta, ogni disegno di legge che la maggioranza avesse anche solo osato pensare di proporre. A lui va il mio plauso personale.

Degno di nota è certamente il comportamento di tale Umberto: per anni ha gridato alla secessione, alla “roma ladrona”, con bandiere bruciate, sputi sulla costituzione e tanto altro. La questione del nord, l’italia federalista, le tasse del nord etc. Durante questa settimana, con la rivolta del partito del sud (tal Gaetano e tal Raffaele, si sono ribellati al potere supremo del gran ciambellano, Silvio), il caro Umberto ha esordito scongiurando l’avvento di una questione sudista nel nostro Paese. Quasi fosse un modo carino per dire: “in questi vent’anni abbiamo detto solo tante stronzate”. Su questo modo carino, leggendo tra le righe, ovviamente, mi trova d’accordo.

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